Limitazioni della mobilità per coronavirus

Cosa fare se venite fermati ad un posto di blocco durante il coronavirus

Limitazioni della mobilità: il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 marzo 2020 (lo trovi qui) ha stabilito il divieto per chiunque, di transitare lungo le nostre strade, soprattutto al di fuori del comune ma anche all’interno dello stesso se non per comprovate esigenze lavorative, di salute o di vita quotidiana.

 

COSA VUOL DIRE DEVONO POTER ESSERE COMPROVABILI:

Le limitazioni della mobilità per coloro che vanno al supermercato oppure in farmacia: i soggetti dovranno dimostrare il reale spostamento producendo, alle forze dell’ordine, un giustificativo reale, come ad esempio lo scontrino;

per i lavoratori dipendenti che si recano a lavoro, le forze dell’ordine, raccolte le informazioni sulla destinazione, potranno verificare gli orari e l’effettiva giornata lavorata, interrogando il datore di lavoro.

Le forze dell’ordine, hanno il compito di verificare concretamente le dichiarazioni prodotte in fase di fermo circa le limitazioni della mobilità.

Qualora abbiate la necessità di uscire di casa, scaricate, stampate e compilate in ogni sua parte il modulo di autocertificazione (agg. 17/03) da tenere in tasca od in auto.

L’invito per il benessere comune di tutti noi, è quello di stare a casa (#iorestoacasa), solo riducendo la distanza ed i contatti tra di noi, usciremo velocemente dall’incubo lavorativo ed economico nel quale ci troviamo oggi (marzo 2020).


ENTRIAMO NEL DETTAGLIO DELLA NORMATIVA

In questi giorni, pattuglie e posti di blocco, fermano random, in maniera del tutto casuale, persone ed autovetture che passano sulle nostre strade, chiedendo le motivazioni del transito e relativa destinazione.

Qualora dovessero riscontrare che il transito non risulta rientrante tra le esigenze di tutela della salute, di vita quotidiana o lavorativa, il transito non è essenziale, le forze dell’ordine procedono a:

  • identificare la persona: dichiarazione circa le generalità;
  • richiedere elezione del domicilio, dove ricevere le comunicazioni che seguiranno
    (è fondamentale che l’elezione del domicilio venga fatta presso la propria residenza e non presso lo studio dell’avvocato);
  • chiedere al soggetto fermato un difensore di fiducia da nominare, diversamente viene nominato d’ufficio.

Da questo momento le forze dell’ordine procedono con l'effettuare comunicazione di notizia di reato per violazione dell’articolo 650 del Codice Penale.

L’articolo 650 c.p. prevede l’inosservanza dei provvedimenti dell’autorità rispetto ad un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che vieta la circolazione, il circolare, corrisponde ad inosservanza del provvedimento emesso dall’autorità.

Questa è una contravvenzione, da non confondere con la violazione base del codice della strada, come il divieto di sosta o l’eccesso di velocità, è una contravvenzione nel senso tecnico, è un reato al pari di tutti gli altri.

 

Da quel momento, scatta un procedimento penale a carico della persona fermata.

Verrà irrogata una cosiddetta AMMENDA, non fatevi ingannare dal fatto che l’ammenda corrisponda ad una multa, l’ammenda è una pena, prevista dal nostro Codice Penale, al pari della reclusione e dell’arresto, non va assolutamente pagata, questo è fondamentale.

L’ammenda che viene data per violazione del 650 codice penale non va assolutamente pagata, il pagamento di quell’ammenda corrisponde all’esecuzione della pena e quindi va sul Casellario Giudiziale

 

TRADOTTO

Da quel momento, il soggetto non sarà più incensurato, subendo conseguenze dal punto di vista della vita lavorativa, concessioni,  autorizzazioni, concorsi, appalti, etc…

Il soggetto NON INCENSURATO dovrà, ogni volta in cui gli verrà fatto richiesta, produrre il certificato del Casellario Giudiziale sul quale sarà annotato che non ha rispettato un provvedimento di Pubblica Autorità.

Non sarà evidente la motivazione relativa al COVID19, sarà solo indicato che la persona è stata condannata in via definitiva per non aver rispettato un ordine della Pubblica Autorità, evento che limiterà e danneggerà la persona successivamente.

 

ALLORA COSA OCCORRE FARE??

Contattare immediatamente il proprio avvocato di fiducia, oppure l’avvocato d’ufficio, ai recapiti che le forze dell’ordine forniranno.

A questo punto bisognerà solo aspettare la notifica che arriverà nei mesi successivi del cosiddetto Decreto Penale di Condanna, arriverà una notifica in busta verde oppure con consegna diretta, notifica diretta da parte delle Forze dell’Ordine territorialmente competenti di un atto chiamato Decreto Penale di Condanna emesso dalla Procura e dal Tribunale.

Il Decreto di Condanna, concede un termine di 15 giorni per fare opposizione e trasformare l’ammenda, attraverso un sistema che si chiama oblazione, in una somma da pagare.

Solo a quel punto, e solo una volta trasformato con l’opposizione al Decreto Penale di Condanna, permetterà l’estinzione del reato.

 

RIASSUMENDO

Se venite fermati e non date una corretta e sostenibile giustificazione:

  • vi sarà contestato l’articolo 650 del Codice Penale
  • contattate immediatamente il vostro avvocato o l’avvocato d’ufficio assegnato
  • non pagate assolutamente l’ammenda ex 650
  • aspettate la notifica del Decreto Penale di Condanna
  • contestatelo chiedendo l’oblazione (per mezzo dell’avvocato)
  • una volta concessa l’oblazione, pagate la somma di denaro che sostituirà l’ammenda iniziale

Solo così si procederà all’estinzione del reato e rimarrete incensurati

 

 

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